Mappare per comprendere

Il voto e il territorio

Dalle spiagge di Barranquilla in Colombia alle stanze afose e umbratili dell’Alhambra di Granada, dalla Francia di Parigi e Lione, ma anche di Ajaccio e della Martinica, passando brevemente per la perfida Albione, fino ad arrivare allo Stivale, il vento elettorale ha soffiato non poco nel giugno appena passato, fino ad arrivare a lambire anche uno dei due rami del Lario.

Le elezioni amministrative a Como hanno sicuramente avuto alcuni elementi di interesse: otto candidati in un comune di poco più di 80.000 abitanti non sono necessariamente una cosa usuale, così come la vittoria di un candidato espressione di una lista civica. Noi, nel nostro piccolo e a modo nostro, abbiamo pensato di dare un contributo con un agile inquadramento del voto che speriamo possa aiutare ad arricchire il dibattito. Abbiamo deciso di farlo a bocce ferme come nostro solito sia per avere a disposizione tutti i dati che ci servivano, sia per non rincorrere il flusso delle notizie che, comprensibilmente, si è creato attorno alle elezioni. Ci siamo chiesti quale fosse una variabile interpretativa che potesse aiutarci ad aggiungere un tassello, seppur limitato, nella comprensione delle dinamiche elettorali. Sulla scia di analisi applicate a territori più estesi (tipicamente quelli di interi stati) che cercano di analizzare i comportamenti degli elettori sulla base di fattori territoriali, abbiamo pensato che sarebbe stato particolarmente informativo mappare il voto cittadino, localizzando le sezioni elettorali e disaggregando tutti i dati per renderli più semplici da consultare. Quelle che seguono, quindi, sono delle semplici mappe in cui è possibile localizzare tutte le 74 sezioni elettorali presenti sul comune di Como per vedere nello specifico, sia nel caso del primo turno che del ballottaggio, quali siano i dati relativi all’affluenza, alle liste e ai candidati sindaci, oltre che le schede bianche, nulle o contestate per ogni sezione.

Primo turno – 12 giugno: tra centro e periferie

Legenda:
Blu: Molteni
Marrone: Rapinese
Verde: Minghetti
Grigio scuro: Minghetti/Rapinese (pari numero di voti)

Schiacciando sugli indicatori si può accedere al file PDF con i dati relativi alle sezioni corrispondenti.

Nel caso del primo turno ciò che salta subito all’occhio è una distesa di sezioni colorate di verde: Barbara Minghetti infatti, come noto, si è imposta come candidata più votata quasi dappertutto. Addentrandoci più nei particolari, comunque, possiamo notare altri elementi. 

Prima di tutto le prestazioni degli altri due candidati più votati, arrivati alla spicciolata con una differenza di poco più di un centinaio di voti fra di loro dietro a Minghetti in uno scrutinio segnato da lungaggini e contestazioni, tanto da spingere la coalizione di centrodestra ad annunciare un ricorso al TAR per supposte irregolarità (ricorso di cui, salvo sorprese dell’ultim’ora, si sono perse completamente le tracce). Alessandro Rapinese ha vinto in due delle sezioni di via Perti, in piena città murata, con un distacco considerevole da Minghetti, oltre a raggiungerla con lo stesso numero di voti in un’altra delle sezioni della medesima via che, dalla posta alla ferrovia, fiancheggia palazzo Cernezzi. Giordano Molteni, d’altro canto, è riuscito a scalzare Minghetti in alcune sezioni periferiche, ossia in quartieri più vicini al confine con la Svizzera e a Trecallo, Prestino, Breccia e Civiglio. Mentre nei primi casi la distanza appare tutto sommato ridotta, tanto da arrivare a un solo voto in una delle sezioni di via Acquanera, in via Pacinotti Molteni è riuscito a superare di quasi 70 voti la candidata di centrosinistra. 

Per quanto riguarda l’affluenza, invece, il dato complessivo è stato in calo rispetto al 2017 di poco meno del 5% (49,13% contro 44,30%), in linea con la tendenza nazionale degli ultimi anni che vede sempre meno elettori recarsi alle urne. Guardando più da vicino si trovano facilmente sia le sezioni da maglia nera che quelle con dati sopra la media. Tra le prime ci sono entrambe quelle di via Brogeda a Ponte Chiasso e la 1, in via Perti, in un curioso raccordo che unisce un centro e una periferia dove più o meno solo un quarto dell’elettorato si è recato alle urne. Le sezioni dove si è votato di più, invece, sono in via per Brunate (60,71%), in via Pacinotti (56,24%) e in via Montelungo (55,33%, sezione 33). Il dato del 100% in via Dante Alighieri non è indicativo perché si tratta di una sezione speciale localizzata all’Ospedale Valduce dove chiaramente non ci sono delle liste di iscritti alla sezione su cui fare raffronti ma si contano semplicemente le schede presenti. 

Per quanto riguarda i voti di lista, poi, il confronto ha visto primeggiare la lista civica Rapinese sindaco, avvantaggiata in questo dal fatto di non essere inserita all’interno di una coalizione più ampia, con la vittoria in 48 sezioni. Subito dietro si sono posizionati il Partito Democratico, con 18 sezioni, e Fratelli d’Italia, con 6, mentre le rimanenti due sezioni sono andate a Svolta Civica (sezione 16, via Dante Alighieri) e a un pareggio fra Partito Democratico e lista Rapinese sindaco, entrambe a quota 122 (sezione 41, piazza IV novembre). 

Ballottaggio – 26 giugno: un capovolgimento quasi completo

Il 26 giugno la competizione ha assunto una veste e un colore completamente diversi: rimasti solo i due candidati Barbara Minghetti e Alessandro Rapinese, il civico ha ribaltato il risultato del primo turno aumentando vertiginosamente il numero di voti e superando di quasi 11 punti percentuali la candidata del centrosinistra (55,36% contro 44,64%), riuscendo quindi a far convergere sulla sua figura moltissimi voti andati al primo turno per Molteni e presumibilmente anche ad altri candidati che non hanno raggiunto il ballottaggio.

Oltre all’exploit di Rapinese, un elemento importante di questa seconda tornata è stata la perdita di 814 voti da parte di Minghetti tra il primo ed il secondo turno. Difficile dire se la colpa sia stata dell’affluenza o di un cambio di idea dell’elettorato da una votazione all’altra, o magari di entrambi. Senza andare a scandagliare sezione per sezione per cercare di comprendere quanti voti la candidata del centrosinistra non sia effettivamente riuscita a trattenere (cosa che comunque dalle mappe si può sempre verificare), forse è più di interesse mettere in evidenza le undici sezioni in cui, malgrado la sconfitta a livello complessivo, ha confermato il risultato, e fare un raffronto con il primo turno. C’è da dire che non ci sono particolari sorprese a riguardo perché in nove su undici il risultato rimane lo stesso della prima tornata, seppur magari con una riduzione in termini assoluti dei voti. Due casi su tutti, però, sono interessanti: la sezione 18 di via Fiume, in cui Minghetti e Rapinese raccolgono entrambi lo stesso numero di preferenze, e la 53 di via Giussani, dove al primo turno si è registrata un’affluenza più bassa rispetto alla media (29,97%) e una vittoria di Molteni per una manciata di voti. A onor del vero bisogna sottolineare che anche in questo caso la distanza è stata davvero risicata: appena quattro schede. Sia come sia questo strano caso, specularmente, segnala che tutte le sezioni in cui al primo turno si è registrata una vittoria di Molteni sono passate a Rapinese tranne la 53.  

Per quanto riguarda l’affluenza, invece, il dato raggiunge il 35,75%, in calo di poco meno di dieci punti rispetto al primo turno, ma sostanzialmente in linea con il ballottaggio del 2017 (35,83%). Anche qui non molte variazioni rispetto al primo turno: agli ultimi tre posti le due sezioni di via Brogeda, a un passo dalla dogana, che arrivano addirittura sotto quota 20% e la ormai ricorrente sezione 53 di via Giussani con il suo 20,45% (a questo punto fattore determinante per il suo strano cambio di casacca). Il podio, invece, torna a via per Brunate (50,43%), che però questa volta lo divide con via XX settembre (47,31%, sezione 24) e via Viganò (46,00%, sezione 27).

Grafiche: Giuliano Ghirimoldi
Raccolta e analisi dati: Riccardo Soriano
Fonte dati: halleyweb.com